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Fonte:
www.legge-e-giustizia.it
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IL DIRIGENTE NON APICALE
INGIUSTAMENTE LICENZIATO HA DIRITTO ALLA REINTEGRAZIONE NEL
POSTO DI LAVORO –
In
base all’art. 18 St. Lav. (Cassazione Sezione Lavoro n.
27464 del 22 dicembre 2006, Pres. Senese, Rel. D’Agostino) |
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IL CONTRATTO COLLETTIVO
PUO’ PREVEDERE LA FUNGIBILITA’ FRA MANSIONI DIVERSE DELLA
STESSA QUALIFICA, SENZA VIOLARE L’ART. 2103 COD. CIV.
–
Per
necessità di servizio o per favorire l’avvicendamento
(Cassazione Sezioni Unite Civili n. 25033 del 24 novembre
2006, Pres. Carbone, Rel. Amoroso) |
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IL DIRIGENTE PUO’ ESSERE LEGITTIMAMENTE LICENZIATO PER AVERE RIFIUTATO
ALL’AZIENDA INFORMAZIONI RICHIESTEGLI DURANTE UN’ASSENZA PER
MALATTIA –
Comportamento contrario alle regole di correttezza
(Cassazione Sezione Lavoro n. 24591 del 20 novembre 2006,
Pres. De Luca, Rel. Miani Canevari) |
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IL LAVORATORE NON
PUO’ ESSERE LICENZIATO PER IL SOLO FATTO DI AVERE
CHIESTO UNA VERIFICA DELLA GRAVOSITA’ DELLE MANSIONI
ASSEGNATEGLI –
Non si
configura un’inadempienza (Cassazione Sezione Lavoro n.
24162 del 13 novembre 2006, Pres. Senese, Rel. Lamorgese) |
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L’AVVENUTA CONTESTAZIONE
PREVENTIVA DEGLI ADDEBITI DISCIPLINARI IN FORMA SCRITTA DEVE
ESSERE TEMPESTIVAMENTE DIMOSTRATA DAL DATORE DI LAVORO
–
Nel
giudizio di primo grado (Cassazione Sezione Lavoro n. 23717
del 7 novembre 2006, Pres. Sciarelli, Rel. Vidiri) |
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L’ESISTENZA DI UNA
GIUSTA CAUSA DI LICENZIAMENTO DEVE ESSERE STABILITA CON
CERTEZZA, SENZA MARGINI DI DUBBIO
–
In
considerazione delle sue conseguenze (Cassazione Sezione
Lavoro n. 23546 del 3 novembre 2006, Pres. Ciciretti, Rel.
Lupi) |
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IL DIRIGENTE LICENZIATO
PER RITORSIONE HA DIRITTO ALLA REINTEGRAZIONE NEL POSTO DI
LAVORO –
Illiceità del motivo (Tribunale di Roma, Sezione Lavoro,
ordinanza del 27 ottobre 2006, Est. Tucci) |
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LA LUNGA DURATA DELLA
DEQUALIFICAZIONE E’ ELEMENTO DI PROVA UTILIZZABILE AI FINI
DELL’ACCERTAMENTO DEL DANNO
–
In
conformità con l’orientamento espresso dalle Sezioni Unite
nella sentenza n. 6572 del 2006 (Cassazione Sezione Lavoro
n. 22551 del 20 ottobre 2006, Pres. Est. Lupi) |
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PERCHE’ POSSA OTTENERSI,
IN BASE ALLA NORMATIVA GENERALE, IL RISARCIMENTO DEL DANNO
DA LICENZIAMENTO, E’ NECESSARIO DIMOSTRARE CHE ESSO SIA
STATO ACCOMPAGNATO DA UN FATTO INGIUSTO
–
Comportamento ingiurioso, mobbing, pubblicizzazione del
provvedimento (Cassazione Sezione Lavoro n. 21833 del 12
ottobre 2006, Pres. Mattone, Rel. Di Nubila) |
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LA
DEFINIZIONE LEGALE DELLA QUALIFICA DI QUADRO NON PREVEDE
IL REQUISITO DELLA CAPACITA’ DI IMPEGNARE L’AZIENDA NEI
RAPPORTI CON I TERZI
– Secondo la legge 13
maggio 1985 n. 190 (Sezione Lavoro n. 21652 del 9 ottobre
2006, Pres. Sciarelli, Rel. D’Agostino) |
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UNA SENTENZA
PENALE DI CONDANNA RIPORTATA DAL LAVORATORE IN PRIMO
GRADO NON E’ SUFFICIENTE A GIUSTIFICARE IL SUO LICENZIAMENTO
–
Se al Giudice del lavoro
non viene offerta la prova del fatto (Cassazione Sezione
Lavoro n. 21409 del 5 ottobre, Pres. Sciarelli, Rel.
Figurelli) |
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PER UN DIRIGENTE
ESAUTORATO E MANTENUTO IN CONDIZIONI DI TOTALE
INATTIVITA’, IL DANNO DA DEMANSIONAMENTO PUO’ ESSERE
ACCERTATO PRESUNTIVAMENTE
–
Come lesione del prestigio
professionale (Cassazione Sezione Lavoro n. 20616 del 22
settembre 2006, Pres. Sciarelli, Rel. Celentano). |
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IL
RESPONSABILE DI ATTI DI “BOSSING” PUO’ ESSERE CONDANNATO
ALLA RECLUSIONE PER VIOLENZA PRIVATA
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Se
minaccia un dipendente per indurlo ad accettare un
trattamento peggiorativo (Cassazione Sezione Sesta Penale n.
31413 del 21 settembre 2006, Pres. Legnasi, Rel. Rotundo) |
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L’ACCORDO FRA
L’AZIENDA E IL LAVORATORE PER LA MODIFICA IN SENSO
PEGGIORATIVO DELLE SUE MANSIONI PUO’ ESSERE RITENUTO LECITO
SE E’ DIRETTO A TUTELARE IL SUO POSTO DI LAVORO
–
In
caso di controversia l’azienda è tenuta a provare
l’esistenza di ragioni organizzative che avrebbe comportato
il licenziamento (Cassazione Sezione Lavoro n. 18269 del 22
agosto 2006, Pres. Senese, Rel. Stile). |
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IL GIUDICE, IN
CONSIDERAZIONE DELLE CIRCOSTANZE SOGGETTIVE ED OGGETTIVE
DEL FATTO, PUO’ ESCLUDERE CHE L’AVER COLPITO UN COLLEGA DI
LAVORO CON UN TUBO PRODUCENDOGLI UNA LESIONE COSTITUISCA
GIUSTA CAUSA DI LICENZIAMENTO
–
In
base all’art. 2119 cod. civ.
(Cassazione
Sezione Lavoro n. 18144 del 10 agosto 2006, Pres. Mattone,
Rel. D’Agostino) |
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PROVOCAZIONI E DERISIONI
NELL’AMBIENTE DI LAVORO POSSONO CONFIGURARE UN’ATTENUANTE
PER IL LAVORATORE CHE REAGISCA CON CALCI E PUGNI ALL’USCITA
DELLO STABILIMENTO
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La
sanzione del licenziamento può essere ritenuta eccessiva
(Cassazione Sezione Lavoro n. 17956 del 9 agosto 2006, Pres.
Mercurio, Rel. Stile) |
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IL DIPENDENTE CHE
PARTECIPI ALLA COSTITUZIONE DI UNA SOCIETA’
POTENZIALMENTE CONCORRENTE DEL SUO DATORE DI LAVORO SI RENDE
INADEMPIENTE ALL’OBBLIGO DI FEDELTA’
– Previsto dall’art. 2105
cod. civ. (Cassazione Sezione Lavoro n. 16377 del 18 luglio
2006, Pres. Sciarelli, Rel. Monaci) |
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IL
LICENZIAMENTO PER DISOBBEDIENZA PUO’ ESSERE RITENUTO
ILLEGITTIMO OVE SI ACCERTI CHE IL LAVORATORE CONFIDAVA
ERRONEAMENTE NELLA TOLLERANZA DA PARTE DELL’AZIENDA
–
Mancanza di intenzionalità (Cassazione Sezione Lavoro n.
14783 del 27 giugno 2006, Pres. Mercurio, Rel. Cuoco). |
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La prescrizione
decennale del diritto alla qualifica decorre all’ultimo
giorno in cui sono state svolte le mansioni superiori – In
base all’art. 2046 cod. civ.
(Cassazione Sezione Lavoro n.
14140 del 20 giugno 2006, Pres. Mercurio,
Rel. Di Nubila) |
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La decorrenza del
termine di 60 giorni per l'impugnazione del licenziamento
deve ritenersi sospesa per effetto della presentazione
all'Ufficio del Lavoro della richiesta del tentativo di
conciliazione
(Cassazione Sezione Lavoro n. 14087 del 19
giugno 2006, Pres. Sciarelli, Rel. Di Nubila). |
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In caso di assunzione
con contratto di formazione e lavoro, l'obbligo formativo
non può ritenersi adempiuto con l'affiancamento del giovane
a colleghi più anziani
(Cassazione Sezione Lavoro n. 14097 del 19 giugno 2006,
Pres. Mattone, Rel. Celentano). |
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La
generica rinuncia da parte del lavoratore a maggiori somme
per trattamento di fine rapporto, non è riferibile alla
pretesa diretta alla inclusione nel t.f.r. dei compensi per
lavoro straordinario continuativamente percepiti – Per
difetto di consapevolezza
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Il licenziamento del
dirigente può essere giustificato da esigenze di riassetto
organizzativo – Per consentire una gestione non in perdita
dell’azienda |
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E' illegittimo i
licenziamento di un dipendente con l'addebito di aver
lavorato per altri, se il datore di lavoro era a conoscenza
da lungo tempo di questa attività
(Cassazione Sezione Lavoro n. 13621 del 13
giugno 2006, Pres. Mercurio, Rel. Lamorgese). |
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La cessione di credito
può essere utilizzata dal sindacato per la riscossione dei
contributi dovuti dai lavoratori iscritti
(Cassazione
Sezione Lavoro n. 13250 del 6 giugno 2006, Pres. Sciarelli,
Rel. Vidiri). |
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E' efficace il
licenziamento comunicato all'Ufficio del Lavoro e, in copia
conforme, al lavoratore
(Cassazione Sezione Lavoro n. 12722 del 29 maggio 2006,
Pres. Mileo, Rel. Di Nubilia). |
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La nozione di causa
violenta, ai fini del trattamento Inail per infortunio, può
comprendere qualsiasi fattore presente nell'ambiente di
lavoro
(Cassazione Sezione Lavoro n. 12559 del 26 maggio 2006,
Pres. Senese, Rel. De Matteis). |
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Il datore di
lavoro risponde del comportamento "mobbizzante" tenute da un
suo dirigente nei confronti di un dipendente
(Cassazione Sezione Lavoro n. 12445 del 25
maggio 2006, Pres. Ciciretti, Rel. De Luca). |
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Nel processo
del lavoro il diritto di produrre documenti si estingue se
non viene esercitato al momento del deposito dei ricorso o
della memoria difensiva.
(Cassazione Sezione Lavoro n. 11922 del 22 maggio 2006,
Pres. Mattone, Rel. Vidiri). |
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Il
mancato rispetto della forma scritta nella comunicazione del
licenziamento lo rende inefficace
(Cassazione Sezione Lavoro n. 11670 del 18
maggio 2006, Pres. Mattone, Rel. Balletti). |
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Il
rifiuto della prestazione lavorativa per pericolosità
dell'ambiente di lavoro deve ritenersi legittimo
(Cassazione Sezione Lavoro n. 11664 del 18 maggio 2006 Pres.
Mileo, Rel. D’Agostino) |
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Il
lavoratore ha diritto al risarcimento del danno per il
contenuto di comunicati aziendali lesivi della sua
personalità
(Cassazione Sezione Lavoro n. 11432 del 16
maggio 2006, Pres. Sciarelli, Rel. Figurelli) |
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Il
demansionamento del lavoratore può giustificare la sua
decisione di astenersi dalla presenza nel luogo di lavoro
(Cassazione Sezione Lavoro n. 11430 del 16
maggio 2006, Pres. Mileo, Rel. Amoroso). |
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Il licenziamento per soppressione di posto è illegittimo se
l'azienda assume lavoratori con mansioni equivalenti a
quelle del dipendente licenziato
(Cassazione Sezione Lavoro n. 11029 del 12 maggio 2006,
Pres. Mattone, Rel. Di Cerbo). |
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La
sostituzione di lavoratori assenti per sciopero non può
essere attuata con strumenti contrattuali impropri
(Cassazione
Sezione Lavoro n. 10624 del 9 maggio 2006, Pres. Mileo, Rel.
Cuoco). |
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Nella valutazione della legittimità del mutamento di
mansioni, si deve applicare una nozione dinamica
dell'equivalenza professionale
E’ possibile l’impiego del lavoratore in
settori diversi della medesima area professionale
(Cassazione Sezione Lavoro n. 10091 del 2 maggio 2006, Pres.
Ciciretti, Rel. Stile). |
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Rivolgere
false accuse di violenza a1 dirigente può giustificare il
licenziamento
(Cassazione Sezione Lavoro n. 8679 del 13
aprile 2006, Pres. Mercurio, Rel. Balletti) |
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Il mancato
reperimento del lavoratore a domicilio in occasione di un
controllo medico può ritenersi giustificato se egli si è
recato presso un centro specializzato per sottoporsi a
terapie
(Cassazione Sezione Lavoro n. 8012 del 6
aprile 2006, Pres. Senese, Rel. Di Nubila) |
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Il ritardo nel
licenziamento disciplinare non ha effetti invalidanti se è
stato causato dalla necessità di sentire la difesa del
dipendente assente per malattia
(Cassazione Sezione Lavoro n. 7848 del 4
aprile 2006, Pres. Sciarelli, Rel. Amoroso). |
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Il ritardo
nella impugnazione delle sanzioni disciplinari non comporta,
di per sé, acquiescenza
Cassazione Sezione Lavoro n. 7546 del 30
marzo 2006, Pres. Mattone, Rel. Celentano). |
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Il danno
professionale, biologico ed esistenziale che può derivare
dal demansionamento deve essere allegato del lavoratore che
ne chiede il risarcimento e va provato
(Cassazione Sezioni Unite Civili n. 6572 del
24 marzo 2006, Pres. Carbone, Rel. La Terza) |
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La promozione automatica del lavoratore per svolgimento di
mansioni superiori spetta anche nel caso che la formale
responsabilità del suo nuovo incarico sia stata attribuita
dall’azienda ad altro dipendente – In base all’art. 2103
cod. civ.
(Cassazione Sezione Lavoro n. 4842 del 7
marzo 2006, Pres. Ianniruberto, Rel. Picone). |
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Il licenziamento del dirigente per mancanze deve essere
preceduto dalla contestazione in forma scritta dell’addebito
– In base all’art. 7 St. Lav.
(Cassazione Sezione Lavoro n. 4614 del 2
marzo 2006, Pres. Mercurio, Rel. Di Cerbo). |
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Ove il lavoratore sostenga di avere subito un
demansionamento, incombe al datore di lavoro provare che
esso non si è verificato – In base ai principi generali in
materia di onere della prova
(Cassazione Sezione Lavoro n. 4766 del 6 marzo 2006, Pres.
Senese, Rel. Nobile). |
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Il “mobbing” si configura in una condotta sistematicamente
vessatoria, tale da ledere l’integrità fisica e la
personalità del lavoratore subordinato – In violazione
dell’art. 2087 cod. civ.
(Cassazione Sezione Lavoro n. 4774 del 6
marzo 2006, Pres. Mercurio, Rel. Miani Canevari). |
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Nel procedimento disciplinare il principio dell’immediatezza
deve essere rispettato sia per la contestazione che per
l’irrogazione della sanzione – In base alle regole di
correttezza e buona fede
(Cassazione Sezione Lavoro n. 4034 del 23
febbraio 2006, Pres. Ciciretti, Rel. De Matteis). |
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La decisione arbitrale sull’impugnazione della sanzione
disciplinare ha natura di lodo irrituale – Può essere
impugnata davanti al Tribunale, la cui decisione è soggetta
a ricorso per cassazione
(Cassazione Sezione Lavoro n. 4025 del 23
febbraio 2006, Pres. Ciciretti, Rel. Amoroso). |
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In caso di infortunio sul lavoro, ai fini del decorso del
termine per l’azione di regresso contro l’azienda da parte
dell’INAIL, la definizione del giudizio penale mediante
patteggiamento equivale a condanna – In base all’art. 444
cod. pen.(Cassazione
Sezione Lavoro n. 3723 del 21 febbraio 2006, Pres. Mattone,
Rel. De Matteis). |
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La gratuità della prestazione lavorativa deve essere
rigorosamente provata dal datore di lavoro – In caso di
finalità ideale
(Cassazione Sezione Lavoro n. 3602 del 20 febbraio 2006,
Pres. Ianniruberto, Rel. Di Nubila) |
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LA PRODUZIONE DI
DOCUMENTI IN GRADO DI APPELLO PUÒ ESSERE AMMESSA SE SONO
INDISPENSABILI –
In
base agli articoli 421 e 437 cod. proc. civ. (Cassazione
Sezione Lavoro n. 3600 del 20 febbraio 2006, Pres.
Ianniruberto, Rel. Vidiri). |
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Anche il dipendente della pubblica amministrazione è
tutelato contro la dequalificazione – In base all’art. 52
del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165
(Cassazione Sezione Lavoro n. 3389 del 16
febbraio 2006, Pres. Ciciretti, Rel. Amoroso). |
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UN COMPENSO DI NATURA INDENNITARIA, SE VIENE EROGATO ANCHE
DOPO CHE SIANO VENUTE MENO LE RAGIONI DELL’INDENNITA’, ENTRA
A FAR PARTE DELLA RETRIBUZIONE IRRIDUCIBILE –
In base all’art. 2103 cod. civ.
(Cassazione Sezione Lavoro n. 3050 del 13 febbraio 2006,
Pres. Sciarelli, Rel. Cuoco). |
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Sottoposta
alle Sezioni Unite la questione della configurabilità del
reato di falso nella mancata timbratura, da parte del
pubblico impiegato, del cartellino di presenza in occasione
di temporanei allontanamenti dall'ufficio
(Cassazione Sezione Quinta Penale ordinanza n. 135
del 3 febbraio 2006, Pres.
Foscarini, Rel. Nappi) |
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Il lavoratore risponde in sede disciplinare
del suo comportamento è non della sentenza penale cui esso
abbia dato luogo
(Cassazione Sezione Lavoro n. 2023 del 30
gennaio 2006, Pres. Mileo, Rel. Toffoli). |