Commette
violenza privata il datore di lavoro che si fa rilasciare dai dipendenti, con
minaccia di licenziamento, dichiarazioni di comodo da mostrare agli ispettori
del lavoro – Non si tratta di esercizio arbitrario delle proprie ragioni
Deve ritenersi responsabile del delitto di violenza privata previsto dall’art. 610 cod. pen. il datore di lavoro che chieda ai dipendenti, minacciando in caso contrario il licenziamento, di sottoscrivere dichiarazioni a lui favorevoli da utilizzare in caso di visita di ispettori del lavoro. Non è configurabile nel caso in esame il reato di minore gravità previsto dall’art. 393 cod. pen. (esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone) in quanto questa norma si applica quando il colpevole, pur vantando un diritto azionabile davanti al giudice, decida di esercitarlo direttamente. Nel caso di specie manca il diritto azionabile davanti al giudice, perché la pretesa di ottenere dichiarazioni di favore da esibire all’ispettorato del lavoro è del tutto illegittima, e, quindi, non azionabile giudiziariamente (Cassazione Sezione Quinta Penale n. 4831 del 5 febbraio 20001, Pres. Marrone, Rel. Marasca).