Fonte: http://www.legge-e-giustizia.it
Il dipendente ha diritto di svolgere la prestazione lavorativa – Se
l’azienda non lo fa lavorare, può essere condannata al risarcimento del danno
Esiste nel nostro ordinamento un diritto del lavoratore all’effettivo
svolgimento della propria prestazione di lavoro: la lesione di questo diritto
da parte del datore di lavoro costituisce un inadempimento contrattuale e
determina l’obbligo del risarcimento del danno professionale.
Questo pregiudizio può assumere aspetti diversi. Innanzi tutto può
consistere nel danno patrimoniale derivante dall'impoverimento della capacità
professionale acquisita dal lavoratore e dalla mancata acquisizione di una
maggiore capacità: un danno molto evidente e grave nell'esercizio di alcune
particolari professioni, soggette a una continua evoluzione e quindi bisognose
di continui aggiornamenti, come in materia di pilotaggio degli aerei.
Il danno professionale, peraltro, potrebbe essere costituito anche dal
fatto che la minore qualificazione professionale ha impedito al lavoratore di
sfruttare particolari occasioni di lavoro o, come preferiscono esprimersi
alcune decisioni, ha determinato la perdita di “chance”.
Si tratta in entrambi i casi di un danno patrimoniale, con la
differenza che nel primo il danno incide direttamente sulle capacità
professionali del lavoratore, nel secondo deriva dalla perdita di una ulteriore
possibilità di guadagno.
Peraltro il danno professionale potrebbe assumere anche aspetti non
patrimoniali. Potrebbe, ad esempio, costituire una lesione del diritto del
lavoratore all'integrità fisica (art. 2087 cod. civ.) o, più in generale, alla
salute (art. 32 della Costituzione), quando la forzosa inattività, o
l'esercizio di mansioni inferiori, ha determinato nel lavoratore non soltanto
un dispiacere, un’afflizione dello spirito rientrante tra i danni morali, ma
una vera e propria patologia psichica, come uno stato ansioso o una sindrome da
esaurimento; potrebbe anche costituire una lesione del diritto all'immagine o
del diritto alla vita di relazione (Cassazione Sezione Lavoro n. 14199 del 14
novembre 2001, Pres. Amirante, Rel. Giannantonio).