Fonte: http://www.legge-e-giustizia.it

 

UN DIRIGENTE LASCIATO SENZA INCARICHI PER DICIOTTO MESI HA DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO DA DEQUALIFICAZIONE – Da determinarsi in via equitativa (Cassazione Sezione Lavoro n. 13580 del 2 novembre 2001, Pres. Saggio, Rel. De Matteis).

 

Andrea P., dirigente della Breda Progetti e Costruzioni S.p.A., è stato lasciato per 18 mesi privo di incarichi, in condizioni di totale inoperosità. Dopo la cessazione del rapporto, essendo stata nel frattempo l’azienda collocata in liquidazione coatta amministrativa, egli ha chiesto al Tribunale di Roma, Sezione Fallimentare, l’ammissione al passivo, tra l’altro, di un credito di lire 250 milioni per risarcimento del danno con riferimento alla dequalificazione subita nei 18 mesi di forzata inoperosità. Il Tribunale di Roma ha accolto parzialmente la domanda determinando in via equitativa l’importo del risarcimento in lire 98 milioni. Questa decisione è stata confermata dalla Corte d’Appello di Roma.

La Breda Progetti e Costruzioni ha proposto ricorso per cassazione, sostenendo che i giudici di merito non avrebbero dovuto attribuito all’ex dirigente il risarcimento da lui richiesto per mancanza di prova del danno subito.

La Suprema Corte (Sezione Lavoro n. 13580 del 2 novembre 2001, Pres. Saggio, Rel. De Matteis) ha rigettato il ricorso richiamando il suo più recente orientamento giurisprudenziale secondo cui il danno da demansionamento professionale ha un’indubbia dimensione patrimoniale che lo rende suscettibile di risarcimento e di valutazione anche equitativa, in quanto la dequalificazione professionale di un lavoratore non solo viola lo specifico divieto posto dall’art. 2103 cod. civ., ma ridonda in lesione del diritto fondamentale alla libera esplicazione della sua personalità nel luogo di lavoro. Nel caso in esame – ha osservato la Corte – i giudici di merito hanno correttamente accertato l’esistenza di un danno risarcibile in base agli elementi di fatto relativi alla durata della dequalificazione e alle altre circostanze relative al caso concreto.