Fonte: http://www.legge-e-giustizia.it
IL DIRIGENTE LICENZIATO PER “PALESE INCAPACITA’
PROFESSIONALE” PUO’ OTTENERE IL RISARCIMENTO DEI DANNI PER L’INGIURIOSITA’
DELLA MOTIVAZIONE – In considerazione della lesione della sua immagine professionale e del
suo valore di mercato (Cassazione Sezione Lavoro n. 14299 del 30 ottobre 2000,
Pres. Santojanni, Rel. Putaturo Donati).
Il dirigente E.C. è stato licenziato in tronco dalla
S.p.A. Fiat O.M. per “palese incapacità professionale”.
Egli si è rivolto al Pretore di Milano, chiedendo,
tra l’altro, la condanna dell’azienda al risarcimento del danno per
l’ingiuriosa motivazione del licenziamento. Questa domanda è stata rigettata
dal Pretore, mentre ha trovato accoglimento in grado di appello davanti al
Tribunale di Milano, che ha condannato l’azienda al risarcimento del danno in
misura di lire 30 milioni.
La Suprema Corte (Sezione Lavoro n. 14299 del 30
ottobre 2000, Pres. Santojanni, Rel. Putaturo Donati) ha rigettato il ricorso
proposto dalla Fiat O.M. contro questa decisione.
La sentenza del Tribunale di Milano – ha osservato la Corte – è stata adeguatamente motivata, in quanto ha accertato che il dirigente era stato licenziato sulla base non di fatti, ma di un infondato giudizio di palese incapacità professionale, esplicitato in modo non volgare, ma eccessivamente pesante, in quanto coinvolgente un aspetto fondamentale della persona, che non a caso era stato poi colpita da forma depressiva; il Tribunale ha anche correttamente ritenuto che la predetta pesantezza si era tradotta in una lesione dell’immagine professionale del dirigente e quindi del suo valore di mercato in ragione della qualifica dirigenziale, anche perché notoriamente fatti del genere si sarebbero propalati oltre lo stretto ambito aziendale